IL DOCUMENTO UFFICIALE Lettera ApertaGentile redazione, ho deciso di inviare questa mail a fronte del fatto che il Sig.Ruini, nel suo intervento sul crocifisso a scuola, ha dichiarato: IL Vicesindaco/assessore,"..Cattolico.." dichiarò " è un simbolo di discordia e divisione". Penso che le persone possano scrivere tutto quello che vogliono fino a quando non vanno a ledere la dignità e la serietà di altri affermando cose non vere. Non ho mai detto le cose imputatemi e a conferma di ciò che dico, vi allego il mio intervento per intero ( che è riscontrabile anche agli atti della seduta in oggetto, presso la sede municipale). Con questa mia mail non voglio entrare nel giro del forum che peraltro non condivido come strumento di discussione e che al quale non ho mai partecipato, ma voglio solamente tutelare la mia persona ed il ruolo istituzionale che ricopro. Non so come funziona il forum, chiedo solamente che il documento allegato sia messo a disposizione delle persone che partecipano alla discussione, in modo che possano avere tutti gli elementi per giudicare e per intervenire. Vi ringrazio anticipatamente e vi porgo i più sinceri saluti. Mozione del Polo sull’esposizione del crocifisso in sala consigliare. “nel Crocefisso il cristiano riconosce l’espressione centrale della propria fede. È dunque nella sua origine un segno religioso e come tale fuori da ogni strumentalizzazione, non si intende imporlo in ogni ambiente o situazione storica.” Penso che questo sia il passaggio più importante dell’intervento di mons. Cocchi che vuole sgombrare il campo da tutte le possibili strumentalizzazioni. Penso che i valori cristiani che giustamente ha citato ( centralità della persona, solidarietà, famiglia, attenzione ai più poveri) debbano essere a fondamento dell’agire quotidiano e politico di ogni cristiano e pertanto anche per chi come me ha assunto responsabilità amministrative. Ritengo che per un cristiano questi valori debbano essere vivi a prescindere dai segni esteriori che possono essere o no presenti nei luoghi pubblici. Dobbiamo dimostrare attraverso gli atti concreti di governo della cosa pubblica se siamo ancorati ai valori così ben sintetizzati dal Vescovo, o se invece il nostro credo è solo di facciata, legato alla tradizione e all’appartenenza politica. Credo che l’aver presentato la mozione in discussione sia stato un atto che, letto da persone non credenti, possa far dire loro che i cattolici presenti in questa assemblea non rappresentano quel modo di essere che anche le scritture citano negli Atti degli apostoli: “Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo.” Noi oggi, più che questo, rappresentiamo sentimenti di divisione, di discordia e sicuramente non siamo esempio di amore fraterno,a prescindere da dove siamo collocati politicamente. Con questa discussione, per l’ennesima volta si cerca la contrapposizione e la divisione che non è certo ciò che il Crocifisso esprime. Sono dispiaciuto del fatto che si chiami in causa il Vescovo di Modena, lo stesso che nel passato è stato fortemente dileggiato dalle stesse forze politiche che oggi lo citano, riguardo il problema dell’immigrazione. Penso non sia giusto che, per sostenere proprie convinzioni, si vada alla ricerca di appoggi esterni, specialmente se questi rappresentano l’istituzione ecclesiale. Mi rallegro invece di fronte al fatto che, in questa sede, chi ha presentato la mozione è presente alla discussione a differenza di Modena dove i firmatari, forse colpiti da una forma di coniglie acuta, si sono fatti di nebbia. Personalmente, da cristiano, ma laico quale mi considero, ritengo che, proprio perchè questa è la sede dove è rappresentata tutta la comunità locale, credente e non, cristiana o di altra fede, il Crocefisso può diventare motivo di ulteriori tensioni e divisioni e, proprio per il fatto che il Crocefisso è segno di unione e non di discordia, sono convinto che la sua esposizione sia inopportuna.
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