POCHE PAROLE, MA PER TUTTI
C’era una volta un borgo gioioso e libero non solo perché attraversato da una carreggiata nominata Libertà ma soprattutto per il fatto che ogni partecipante a codesta vita di paesello poteva tranquillamente transitare col suo cavallo, col suo biroccio, e se avesse fatto neve pure con la slitta, trovando ovunque di dove abbeverare le sue bestie e in ogni angolo lui poteva appoggiare li suoi mezzi di trasporto o di lavoro, senza venir fischiato, ammonito, inseguito, multato, da preposti o chicchessia alla vigilanza….
Sarà che io non c’ero, sarà che le foto non riportano bene o la memoria gioca buffi scherzi, oggi non è più così, oggi le auto che inventarono per sostituire bestie e carri, occorre piegarle e riporle in tasca poiché dimore non ce ne sono, sempre concesso che tu riesca ad entrare in quella via della Libertà centro e fulcro di commerci e incontri ormai di passato.
Oggi mi sento un po’ strano, non sono l’unico ad alzarsi presto per recarsi al lavoro, qualunque sia la mia mansione cerco di regolarla con rispetto, con partecipazione, investendo oltre al tempo anche fantasia e quel po’ di intelletto messomi a disposizione, insomma faccio del mio meglio.
ARTICOLO 1 (Costituzione italiana). L’Italia è una Repubblica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
ARTICOLO 4 (Costituzione italiana). La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progetto materiale o spirituale della società.
Oggi mi sento molto d’accordo col mio buono e saggio Maestro Formentini, il quale affermava che” il lavoro nobilita l’uomo e lo rende sempre più simile alle bestie“. Ma basterebbe fregarsene, lasciare andare le cose così come vanno, non intervenire mai, farsi gli affari propri, incassare e tacere, sopravvivere e mentire alla propria anima e un altro Maestro di vita, Gigio, padre di famiglia e vecchio pazzo diceva sempre “Italiano, braccia della mia mente, lavora tu che io non faccio niente“. Qualunque impiego è un impegno e sarebbe perfetto che a tutti capitasse quello che più gli si addice, ogni squarcio di mondo sarebbe più radioso, certo so e questo sono io che non so se sono nato per far questo mestiere, ci son momenti e stati d’animo dove ogni cosa è fatica, veramente fatica, ma poi non mi chiedo molto, solo, ribadisco, faccio del mio meglio. Ogni attività è vuota se non c’è un po’ di sentimento e quindi cerco di amare quello che passa il convento, per me e per gli altri, perché la strada è lunga e intensa e per una bella cosa che ti capita sarà dolce subirne almeno tre meno piacevoli, e le voci sono tante e provi pure ad ascoltarle tutte quante che nel mezzo verità ce n’é, e so che non è e non sarà mai facile scegliere ma con più sai, con più ascolti e con meno facile sarà sbagliare e così arrivando al dunque e premettendo che riconosco la giusta e necessaria attività del mio Stato, mi viene spontaneo domandare dove sta il dialogo, la riconoscenza del diritto del lavoro, dove viene ascoltato il popolo, dov’è di porta, di microfono, in ascolto l’amministrazione comunale sancesarese?
Negli ultimi due anni sul tema Centro Commerciale Naturale si sono svolte innumerevoli riunioni, io e diversi miei colleghi abbiamo assistito a variazioni che non condividevamo, piani del traffico chiamati provvisori ma che Mago Valerio ha trasformato in definitivi, sensi unici opposti al nostro desiderio, ciclabili invisibili e fuori luogo, cartelli inesistenti, non precisi, disordinati, ambigui, vie sane e comunicanti stroncate da vasi di fiori alla memoria e parcheggi, i parcheggi…. che già erano pochi prima della rivoluzione Naturale di questo centro, parcheggi che il Mago Valerio ha fatto puff! Sparire sotto i nuovi sassi venuti dall’India…Va bene si tratta di un adeguamento del nostro centro ai centri dei Comuni limitrofi, insomma il Centro Commerciale Naturale è FASHION, occorre seguire le mode, io sono un romantico, chi mi conosce lo sa, io adoro i borghi antichi le fortezze sulle montagne, i tramonti infuocati, i cigolii dei carri, la nebbia che avvolge i castelli, il profumo e il rumore infinito del mare, ma a mio umile parere il mio paese, il nostro paese, San Cesario sul Panaro non riuscirà mai ad essere paragonato a livello di borgo, semplicemente perché il borgo non c’è, una sola via attraversa il paese e lo fa respirare, chiusa quella si ferma tutto, esperti di tutto il mondo unitevi e salvaguardate la vita del nostro borgo, se la soffochiamo, morirà!
Una collaborazione fatiscente fra cittadini, commercianti e amministrazione è stata tentata, noi commercianti abbiamo anche goduto di microrisarcimenti, ma quello che ricordo bene è che i pochi che siamo cercano di organizzare iniziative e feste e incontri e animare la vita nel paesello, con scarso investimento di forze e denari da parte comunale e in base alle richieste avanzate durante le riunioni di questi due anni, (almeno una decina di richieste) non una sola è stata concessa e mi sembra moralmente molto poco per poter affermare collaborazione costruttiva fra le parti, probabilmente noi contiamo troppo poco, forse l’opinione pubblica sarebbe più ascoltata e se sono qui oggi è proprio per questo, mettere a conoscenza dei fatti e delle cose reali che via via si vanno delineando, noi siamo molto preoccupati per il nostro futuro, prima di tutto e anche del vostro che subirà di conseguenza… andrete alla Coop a comprare ogni cosa, pane, mutande, ciabatte, giornale, una semplice bic, un foglio di carta…Perlomeno adesso c’è una fantastica ciclabile, ma non vi consiglio di comprare le uova non si sa mai…E per l’inverno? Forse un giorno ci sarà un servizio navetta rigorosamente elettrica che vi passerà a raccogliere a casa…Andarci in auto per chi può è la soluzione più logica, ma è anche una bella risposta al Mago Valerio ed amministrazione tutta, “La Coop gode di un ampio parcheggio”. Non sarebbe stato più logico e opportuno iniziare l’ammodernamento del Centro Storico Naturale partendo dal ricavare posti auto, problema già esistente?
Il popolo si muove ormai sempre con l’auto, il tempo è poco e ogni istante è sempre più prezioso, soprattutto d’inverno, freddo e ghiaccio rendono pericolosi e scomodi i percorsi pedonali o ciclabili.
Il transito limitato ai residenti nella giornata del sabato, incoraggia un paese fantasma: io mi alzo alla stessa ora degli altri giorni il sabato, molta gente lavora come gli altri giorni il sabato, pure la coop…Parlando con uno sprovveduto cliente, mi dice “ io vado a lavorare anche di sabato come tutti i giorni non festivi metto il mio disco orario, faccio i miei giri e sono a posto, come mai il sabato c’è un parcheggio a pagamento di euro 70?” mi guarda perplesso ed esterrefatto, io lo guardo perplesso ed esterrefatto e chiedo un po’ di coscienza, un po’ di logica, un minimo di comprensione e normale visione delle cose… un minimo!!!!
Chiedo che il sabato via della Libertà sia transitabile e fruibile come tutti i giorni feriali della settimana.
Chiedo più parcheggi a ridosso del centro storico.
Chiedo che la ciclabile passi fuori dal centro che non ne ha bisogno, in centro tutti vanno piano e biciclette e i pedoni ti sbucano ovunque e quasi mai stanno sulla ciclabile, osservate testoni!
Chiedo il ripristino del doppio senso in via della Libertà nel tratto che va da via Marconi a via Mazzini.
Chiedo una cartellonistica più adeguata, mirata e comprensibile.
Chiederei un sacco di altre cose, sia al Comune che ai cittadini, ma queste per il momento possono bastare, perché almeno “poco” è sempre molto più di niente. Baci a tutti anche al caro Valerio che se l’è cercata ed è comunque persona leale per quanto può.
In fede
Lucio Colombo
P.S. Questo articolo è stato mandato in Comune per essere pubblicato sul nostro giornalino di San Cesario, l’ho consegnato subito dopo l’uscita del precedente numero per essere sicuro di trovare un piccolo spazio, non credo che sia offensivo o grammaticalmente scorretto è solo la mia opinione e mi domando perché non la posso esprimere liberamente per mezzo di un giornalino che contribuisco a pagare come tutti voi, ho aspettato due mesi per vedere espressa la mia opinione poi mi sono mosso da solo.
Redazione Senzafiltro
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