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COMUNICATO STAMPA

Pronto Soccorso.



OGGETTO : DIFENDIAMO IL NOSTRO OSPEDALE NO ALLA CHIUSURA NOTTURNA DEL PRONTO SOCCORSO.

Legambiente intende esprimere la propria contrarietà alla chiusura notturna del Pronto soccorso dell’Ospedale di Castelfranco che da lunedì funzionerà solo dalle 8 alle 20. Una decisione presa sulla testa di migliaia di cittadini che si troveranno così privati di un servizio fondamentale per la loro salute. 

Sui giornali il Consigliere Ruini del Polo per San Cesario ha recentemente dichiarato che a San Cesario si parlerebbe troppo di ambiente e poco della questione “ospedale”.

Vorremmo ricordare che un anno fa, proprio Legambiente promosse un’assemblea pubblica presso la Sala Grande di Villa Boschetti invitando la dott.ssa Biondi, responsabile del Distretto sanitario di Castelfranco Emilia e il dott. Donati, direttore dell’Ospedale di Castelfranco Emilia, per far chiarezza in merito al destino dell’Ospedale e del Pronto Soccorso. Nessuna forza politica a San Cesario ha mai promosso un’assemblea incentrata su un tema così importante. Lo ha dovuto fare un’associazione ambientalista, Legambiente.

Nel corso dell’assemblea, già allora manifestammo la nostra ferma contrarietà alla chiusura notturna del Pronto Soccorso. A fronte delle proteste nostre e dei cittadini presenti in sala, il dott. Donati rispose apertamente che la decisione di chiudere il Pronto Soccorso o trasformare l’Ospedale dipende soprattutto dai nostri Amministratori. A questi ultimi chiediamo pertanto che ripensino a tale scelta, ascoltando i loro cittadini, considerando le inevitabili problematiche che arrecherà a tanti di loro, se si considera che l’ospedale serve un bacino d’utenza di circa 70'000 persone. I nostri Amministratori ed i vertici AUSL vorrebbero tranquillizzarci assicurando che nelle ore notturne al Pronto Soccorso rimarrebbe comunque in servizio un’auto medicalizzata ed un’autoambulanza del 118 con a bordo un infermiere. Una soluzione che ci lascia con non poche perplessità. Una sola ambulanza? Cosa succederà se in una stessa notte vi saranno più emergenze? E come faranno tutte le altre persone che non verranno  giudicate urgenti dai telefoni del 118 (i cosiddetti codici gialli, verdi e bianchi) ? Saranno costrette a spostarsi in cerca di cure verso ospedali più lontani, perché ingiustamente è stato loro tolto un servizio. Perché ? Signori Amministratori, le vostre ragioni non ci convincono. In Consiglio Comunale, il vice Sindaco ed Assessore alla Sanità, Brighetti, ha affermato che le risorse economiche sono sempre meno e pertanto si rende necessario risparmiare sulla spesa sanitaria. Siamo proprio sicuri che un’auto medicalizzata, un’autoambulanza del 118 con a bordo due infermieri risulteranno meno costose rispetto all’apertura notturna del Pronto soccorso? Ma soprattutto: proprio sulla nostra salute bisogna risparmiare?

 

 




Presidente Circolo di San Cesario sul Panaro (Modena)
Sabina Piccinini

[21 Maggio 2007]


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