Qui le alfre tofo
da GAZZETTA DI MODENA
Liviana Traversi abita a San Cesario da trent’anni “abbastanza per aver visto triplicarsi il traffico veicolare e il paese restare morfologicamente sempre uguale”, esordisce amareggiata. La signora vive nelle adiacenze del cavalcavia di Corso Vittorio Veneto al termine del quale si trova il crocevia tra Via Verdi e Via Liberazione, ovvero quel nodo nevralgico noto a tutti in quanto implica il transito obbligato a chi entra in paese provenendo da Castelfranco. Chi come lei si trova quotidianamente a dover sovrastare quel cavalcavia, lamenta la totale mancanza di sicurezza della strada. “Il mio intento è quello di promuovere la sensibilizzazione della Giunta Comunale e del Sindaco perché provvedano a far realizzare un pedonale su quel cavalcavia. Precisa la signora Liviana che si rivolge alla stampa dopo che tanti cittadini, molti dei quali anziani, hanno già esposto il problema in Comune senza però aver ottenuto risposte esaustive Personalmente ho constatato che solo quando si è in cima al ponte si ha la visibilità completa della carreggiata. Ho visto automobilisti scansare all’ultimo momento i pedoni e non è la prima volta che incontro una mamma con i suoi tre bambini che, in bicicletta, sfiora la tragedia ogni giorno dovendo per forza percorrere quella strada per andare e venire nella sua abitazione ai piedi del cavalcavia. Prosegue la denuncia della signora Liviana Il tempo passa e nessuno interviene. Il primo cittadino si deve far carico dei problemi della comunità. La messa in sicurezza di una strada come quella deve avere la priorità su tutto. O vogliamo fare come alla Fossalta, dove si è fatto il pedonale soltanto dopo che c’è morta una bambina?”, conclude Liviana Traversi. Il problema esiste, riguarda tutti ed è a tutti noto da tempo, non solo ai cittadini, ma anche alla Giunta e ai Gruppi Consiliari che più volte si sono espressi al riguardo. Primo fra tutti il Polo per San Cesario, che già nell’ottobre del 2000 sollevò la questione in Consiglio e poi di seguito riprese il problema fino ai giorni nostri, proponendo la soluzione di una ciclabile che collegasse San Cesario a Castelfranco, non senza contemplare la messa in sicurezza del pericoloso cavalcavia. Nel giugno 2005 anche Lista Civica Nuovo San Cesario presentò al Sindaco una mozione al riguardo, privilegiando però la realizzazione di una ciclabile verso Piumazzo, e ancora sei mesi fa tornò a discuterne. A gennaio 2006 si riunì la Commissione Territorio e Ambiente e nel Consiglio Comunale dello scorso giugno, in occasione della presentazione del bilancio e della relazione programmatica del prossimo triennio, il Sindaco condivise le problematiche di quell’area, pur non potendo offrire una soluzione di immediata attuazione in quanto territorio di competenza provinciale e non comunale. Il Centro Sinistra propose di redigere un documento in cui richiedere anche l’intervento della provincia “e che l’Amministrazione Comunale si faccia portavoce nei confronti della provincia di questo gravoso problema”, a detta del capogruppo Giovanni Viesti. Intanto gli interventi programmati entro l’anno e resi noti dal Comune sono la realizzazione di una ciclabile in Via Viazza, con uno stanziamento di 166.000 euro in un primo stralcio, e la realizzazione di percorsi ciclopedonali in località Altolà per 160.000 euro. Il cavalcavia di via Belfiore, assai meno frequentato rispetto a quello di Corso Vittorio Veneto, è stato di recente trasformato con una sede stradale di 6 m di cui 2,5 m riservati ad una ciclabile, come anche quello di Via San Gaetano. La signora Liviana Traversi, e con lei molti cittadini, si domandano perché l’Amministrazione di San Cesario non abbia approfittato della realizzazione della quarta corsia dell’A1 nel tratto di San Cesario per ottenere da Società Autostrade la messa in sicurezza del cavalcavia imputato come opera compensativa, invece di privilegiare Via Ghiarelle o l’idea di un collegamento San Cesario-Castelfranco attraverso una ciclabile, ben più scomoda, su Via Viazza.
Articolo di Alessandra Consolazione
Gazzetta di Modena
Qui le alfre tofo
Sig.Sindaco la risposta è d'obblogo!
La redazione Senzafiltro è davvero orgogliosa di concedere spazio a chiunque voglia dire la sua, è proprio questo il senso di sancesario41018, chi conosce i problemi del paese se non gli stessi abitanti?
Grazie
[26 Luglio 2006]